HomeLuoghi di interesse


Di seguito un elenco dei centri di interesse storico culturale che potrete ritrovare nel nostro territorio,Patrimonio dell'Unesco.

 


Centro storico di Ibla a 5 minuti 

 

 

« Bisogna essere intelligenti per venire a Ibla, una certa qualità d'animo, il gusto per i tufi silenziosi e ardenti, i vicoli ciechi, le giravolte inutili, le persiane sigillate su uno sguardo nero che spia. » (Gesualdo Bufalino)

 

 Castello di Donnafugata a 20 minuti

Il Castello di Donnafugata dista circa 15 chilometri da Ragusa. Al contrario di quanto il nome possa far pensare non si tratta di un vero e proprio castello medievale bensì di una sontuosa dimora nobiliare del tardo '800. La dimora sovrastava quelli che erano i possedimenti della ricca famiglia Arezzo De Spuches. Fin dall'arrivo il castello rivela la sua sontuosità. L'edificio copre un'area di circa 2500 metri quadrati ed un'ampia facciata in stile neogotico, coronata da due torri laterali accoglie i visitatori.

 

 


Antica città greca di Kamarina, rovine e necropoli, a 30 minuti

Kamarina, in greco Καμαρίνα, (da alcuni conosciuta anche con la forma italianizzata di Camarina), il cui nome secondo Strabone significa "Abitata dopo molta fatica", fu un'importante colonia di Siracusa, fondata e costruita dai siracusani alla foce del fiume Ippari in Provincia di Ragusa. Di essa oggi non rimangono che rovine e importanti reperti archeologici, principalmente sul colle Cammarana nel territorio del comune di Ragusa.

 

 

 

Marina di Ragusa

per un mare incontaminato ed un'abbronzatura da tropici. A 15 minuti: divertimenti, discoteche e favolosi ristoranti. L'antico nome del paese era Mazzarelli, che deriva dall'arabo Marsa A'Rillah, significante piccolo approdo. Alla fine del XVI secolo accanto al porto vecchio fu costruita la Torre Cabrera a scopi difensivi, e pochi decenni dopo si era già formato un nucleo abitativo; questo però non prosperò e non si ingrandì molto (anche a causa delle vicine paludi alla foce del fiume Irminio prosciugate nell'800) e la sua fortuna giunse solo alla fine del XIX secolo, quando nacque il commercio della pietra pece con gli Inglesi e delle carrubbe. Nel 1928, per volontà del gerarca fascista Filippo Pennavaria, il nome si trasformò nell'attuale Marina di Ragusa. Dopo il periodo bellico Marina di Ragusa conobbe un vero e proprio boom abitativo, a causa dello scatenarsi della moda della "seconda casa a mare" da parte dei ragusani; tale espansione continua ancora oggi e ha portato il borgo a diventare un centro balneare di prim ordine con negozi e locali per tutti.

 

Liberty di Vittoria

A 30 minuti d’auto si possono visitare tutti i centri vicini: Modica, Scicli, Comiso, Chiaramonte, Giarratana e il famoso Liberty di Vittoria. Data la modernità della città, questa non ha molti monumenti artistici di grande valore storico. Si distingue, tuttavia, per la varietà degli stili che caratterizzano alcuni edifici. Infatti Vittoria è ricca di testimonianze dello stile Liberty e Art Decò, introdotto dal grande architetto palermitano Ernesto Basile. I palazzi e le case in stile Liberty qui presentano strutture sobrie ed eleganti con sporgenti balconate, balaustre dalla ricca e raffinata decorazione, portali sormontati da fregi con motivi floreali, impreziositi di particolari plastico-decorativi di raro equilibrio compositivo. Nel cuore del centro storico della città troviamo il castello "Colonna Henriquez", sede, dapprima, della contea di Modica, poi carcere, infine oggi museo civico polivalente. Nei pressi della villa comunale troviamo la "fontana del Garì", realizzata nel 1822, la quale è detta anche "Garibaldi". In piazza Sei Martiri della Libertà troviamo un tempietto di forma circolare detto il "Calvario", costruito nel 1859; esso ospita una cappella adornata da affreschi e costituita da ben otto colonne nella parte superiore, le quali reggono una trabeazione circolare chiusa da una cupoletta. Ogni anno vi si svolge la sacra funzione del Venerdì Santo.

 

Visite ai luoghi di Montalbano

Nonostante i luoghi descritti da Andrea Camilleri nei romanzi del commissario siano la trasposizione di località della provincia di Agrigento (Vigata è Porto Empedocle, il capoluogo Montelusa è Agrigento), gran parte della serie è girata in Provincia di Ragusa; gli esterni di alcuni episodi, come quello de la Mànnara (la Fornace Penna), sono stati girati a Sampieri, il palazzo del commissariato di Vigata è il municipio di Scicli e la stanza del questore Luca Bonetti Alderighi è veramente un ufficio, nello specifico quello del sindaco di Scicli. Altre scene sono state girate nelle piazze di Ragusa Ibla, a Modica, al castello di Donnafugata, al porto di Donnalucata, nelle campagne del ragusano (Chiaramonte Gulfi) e siracusano, a Marina di Ragusa, Comiso, Santa Croce Camerina, Vittoria, Scoglitti, Brucoli, ed in altri siti della Sicilia sud-orientale. Nella serie Marinella corrisponde a Punta Secca, tra Marina di Ragusa e Scoglitti. Il Comune di Santa Croce Camerina, nel cui territorio si trova la frazione Punta Secca, ha rinominato la piazzetta antistante la casa del Commissario, che ora si chiama Piazza Montalbano. In diversi episodi sono state girate delle scene all'interno del carcere che, nella realtà, è la Casa di Reclusione di Noto, ma anche tra le vie e alcuni palazzi della cittadina in provincia di Siracusa.

 

La Villa Romana del Tellaro, con i prestigiosi mosaici del IV sec. a 40 km.

 La villa del Tellaro, è una ricca residenza extraurbana della tarda età imperiale romana, che si trova nei pressi di Noto, nella provincia di Siracusa. I resti, rinvenuti a partire dal 1971, si trovano in un fertile comprensorio agricolo, su una bassa elevazione presso il fiume Tellaro, sotto una masseria sette-ottocentesca. Il corpo centrale della villa, più piccola di quella di Patti, si articola intorno ad un vasto peristilio. Il tratto del portico sul lato settentrionale presentava una pavimentazione a mosaico con festoni d’alloro che formano cerchi e ottagoni con i lati inflessi includenti motivi geometrici e floreali e su di esso si affacciano altri due ambienti che conservano i mosaici figurati. Nel primo di questi ambienti il mosaico, molto danneggiato, conserva un pannello con la scena del riscatto del corpo di Ettore: Ulisse, Achille e Diomede, identificati da iscrizioni in greco, sono impegnati nella pesatura del cadavere dell’eroe. La figura di Priamo è perduta; il corpo di Ettore, frammentario, si trovava su un piatto della bilancia; l’oro del riscatto era nell’altro piatto. Quest’episodio, non ricordato nell’Iliade di Omero, deriva probabilmente da una tragedia di Eschilo. Il pavimento musivo del secondo ambiente presenta una scena di caccia, con un banchetto all’aria aperta tra gli alberi ed una figura femminile interpretata come personificazione dell’Africa. Le scene del secondo ambiente richiamano i mosaici di caccia della Villa del Casale a Piazza Armerina, ma con figure più stilizzate e bidimensionali, dalle proporzioni incerte, che rendono l'effetto grandemente diverso. Probabilmente i mosaici sono opera di maestranze africane. Sulla base dell’evidenza numismatica, i mosaici vennero realizzati dopo la metà del IV secolo d.C.

  

Pantalica

Pantalica o meglio la Necropoli Rupestre di Pantalica è il nome di una località naturalistico-archeologica della provincia di Siracusa.
Costituisce uno dei più importanti luoghi protostorici siciliani, utile per comprendere il momento di passaggio dall'età del bronzo all'età del ferro nell'isola.
Nel 2005 il sito è stato insignito, insieme con la città di Siracusa, del titolo di Patrimonio dell'Umanità da parte dell'UNESCO per l'alto profilo storico, archeologico, speleologico e paesaggistico.

 

e molto altro che il titolare, quale Guida Turistica abilitata, proporrà ai Clienti che vorranno conoscere le incantevoli bellezze del più grande territorio patrimonio dell’UNESCO.

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Un sogno!

Siamo stati in questa stupenda struttura. Meravigliose vacanze! 

Giorgio e Paola

Ritorneremo sicuramente!

Ogni volta che penso alla meravigliosa vacanza trascorsa presso la Vostra casavacanza mi viene voglia di partire di nuovo!

Alberto

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